Testi (Parte 1)

1. Il matto

Prima strofa: Mi chiamano il matto sanguino dentro il mio cuore catturo incertezze seduto sul filo di lana
raccolgo le ore del giorno spezzandole in fretta invento parole gettando nel fuoco il dolore
mi chiamano il matto ricamo le nuvole in volto dipingo il silenzio rubando i segreti dal tempo
mi rompo e mi spezzo buttando i pensieri per strada annego nel buio parlando coi sensi di colpa.
Bridge: Aahh sono il saggio il buffone aahh sono il pazzo
Ritornello: Sono il matto sono il matto dalla bocca mi escono frasi campate per aria
sono buffo il giullare dado tratto sul tavolo rosso uno scherzo da bere
Seconda Strofa: Mi chiamano il matto cambio divento in vento io vesto di grigio e busso alle porte del freddo
mi chiamano il pazzo racconto le storie alla gente sono divertente la fiamma ormai spenta del niente
Bridge: Aahh sono il saggio il buffone aahh sono un gatto
Ritornello: Sono il matto sono il matto dalla bocca mi escono frasi campate per aria
sono buffo il giullare dado tratto sul tavolo rosso uno scherzo da bere
Finale: Ho pensieri di pioggia tre pupazzi di neve sciolti dentro un bicchiere, ho pensieri di pioggia tre pupazzi di neve sono un menzoniere
ho pensieri di pioggia tre pupazzi di neve sciolti dentro un bicchiere, ho pensieri di pioggia tre pupazzi di neve sono un cavaliere

2. Follia

Prima Strofa: Dov’è la chiave del peccato
qual’è il grande mistero che accende la follia
dov’è la strada del perdono
cosa bisogna fare per cancellare il male
Bridge: Quante domande che restano senza risposta
quante violenze rimangono nella bugia
Ritornello: Follia ride la malattia di tutti i giorni
follia saliamo tutti sulla stessa barca
follia nessuno può sfuggire alla sua giostra
follia è all’ultima fermata che ci aspetta
Seconda Strofa: Ma dov’è finita la passione
la voglia di amare la voglia di sognare
ormai non c’è più alcun valore
è un mondo di sangue che non ha più certezze
Bridge: Quante domande che restano senza risposte
quante violenze rimangono nella bugia
Ritornello: Follia ride la malattia di tutti i giorni
follia saliamo tutti sulla stessa barca
follia nessuno può sfuggire alla sua giostra
follia è all’ultima fermata che ci aspetta
Finale: L’uomo si è perso non si ritrova più, l’uomo si è perso sta diventando pazzo
l’uomo si è perso non si ritrova più, l’uomo si è perso, l’uomo si è perso

3. Uomini

Prima Strofa: Gli uomini prigionieri ladri nella notte angeli dai peccati sulle labbra mute
gli uomini sfruttatori dell’indifferenza complici complici complici complici
gli uomini promotori di una guerra giusta sadici la retorica della giustizia
gli uomini hanno scomode bugie di sangue piangono pregano tramano tremano.
Ritornello: Uomini uomini, anime fragili
uomini, uomini mercanti zingari
Seconda Strofa: Gli uomini annoiati da una vita spenta
fragili inghiottiti da un dolore cieco
gli uomini dentro un letto rubano l’amore
uomini uomini uomini uomini
Ritornello: Uomini uomini, anime fragili
uomini uomini mercanti zingari
uomini uomini, piccoli demoni
uomini uomini, piccoli e inutili.
Finale: Ci sono uomini scortati dal potere, uomini pazzi diventati degli eroi
in questa società viziata dal più forte, ci sono uomini truccati fino ai denti
ci sono uomini scottati dal potere, uomini pazzi diventati degli eroi
in questa società viziata dal più forte, ci sono uomini bugiardi falsi eroi e ci siamo noi.

4. Schiavi

Prima Strofa: Senti dimmi dov’è l’amore
l’odio è una frusta che schiocca le dita nel cuore
senti la notte che ci vuole
tutto il dolore che scoppia ogni giorno crudele
Bridge: Siamo la trappola muta della vergogna che sbrana
Ritornello: Schiavi dei sogni, delle promesse
schiavi del male che non si vede
schiavi del sesso dell’ingenuità, schiavi del vuoto la mediocrità
Seconda Strofa: Dimmi che cosa può cambiare
in questo tempo che conta in silenzio la morte
dimmi come si può godere
se le parole non hanno più niente da dire
Bridge: Siamo la noia vestita
la gioia muta pentita.
Ritornello: Schiavi dei sogni, delle promesse
schiavi del male che non si vede
schiavi del sesso dell’ingenuità
schiavi del vuoto la mediocrità
schiavi del freddo che non se ne va
della paura che non se ne va.
Finale: Noi siamo schiavi del bene del male, delle paure che spaccano il cuore, noi siamo schiavi dei giorni le ore, siamo l’amore, la gioia, il dolore
noi siamo schiavi del bene del male, delle paure che spaccano il cuore, noi siamo schiavi dei giorni le ore, siamo l’amore, la gioia, il dolore.

5. Corto circuito

Prima Strofa: Io non lo so che cosa mi succede è la mia mente
io non lo so che cosa mi conviene in questa notte di fuoco
ma che cos’è non riesco più a dormire sono all’inferno
ma poi lo so è tutta un’illusione, è troppa la confusione.
Bridge: Corto circuito, corto circuito.
Ritornello: È questa rabbia che ho dentro, tutta la rabbia che ho dentro
è questo cuore che scoppia, la sua natura mi offende, cortocircuito.
Seconda Strofa: Io non lo so l’estate mi vuol male, è un’impressione
ci penso un po’ non riesco più a pensare, questo pensiero mi uccide
non brucerò per colpa del silenzio qui nel mio letto
sanguinerò mi spezzerò nel buio lacrimerò nella pioggia.
Bridge: Corto circuito, cortocircuito.
Ritornello: È questa rabbia che ho dentro, tutta la rabbia che ho dentro
è questo cuore che scoppia la sua natura mi offende
è questa rabbia che ho dentro, tutta la rabbia che ho dentro
è questo cuore che scoppia, la sua natura mi offende.
Finale: Corto circuito, corto circuito, corto circuito, corto circuito.

6. Il nemico

Prima Strofa: Hai presente la notte buia e scontrosa
il suono rotto dell’alba
la natura selvaggia di un nuovo giorno
un giorno senza cuore.
Bridge: E poi e poi.
Ritornello: È dentro di noi, è dentro di noi il nemico
è dentro di noi, è dentro di noi il nemico
è dentro di noi, è dentro di noi il nemico
è dentro di noi, è dentro di noi il nemico.
Seconda Strofa: Hai presente la mela dal seme marcito
dal sangue freddo cattivo
la carogna simpatica dell’amico
più furba della volpe.
Bridge: E poi e poi.
Ritornello: E’ dentro di noi, è dentro di noi il nemico
è dentro di noi, è dentro di noi il nemico
è dentro di noi, è dentro di noi il nemico
è dentro di noi, è dentro di noi il nemico.
Finale: Il nemico è nella mente, è la fuori tra la gente, un nemico immaginario inventato sconosciuto
il nemico è in fondo al cuore uno che non fa rumore, è l’amico del dolore che si nutre del dolore
il nemico è nella mente, è la fuori tra la gente, un nemico immaginario inventato sconosciuto
il nemico è in fondo al cuore uno che non fa rumore, è l’amico del dolore che si nutre del dolore
il nemico il nemico il nemico il nemico.

7. Materic black

Prima Strofa: Il giorno cammina la notte s’inchina il sentiero è fragile
il sole ha paura si gratta la schiena la mente s’interroga
il buio bastardo la muffa si allena il freddo desidera,
il vento seduce ubriaco la luna vomitando l’anima
il coraggio è un tozzo di pane che impreca nella bocca scivola
la rogna bastarda riaffiora e dispera dal letargo torbida,
è meglio aspettare non farsi portare dalla gioia ipnotica
far finta di niente passato presente la cerniera ironica
Bridge: Materic, materic black.
Ritornello: Tutto nasce e muore con il tempo
in un sogno porpora di un lampo
tutto e non ci sembra neanche vero
la morale rossa del mistero che sanguina.
Seconda Strofa: La vita è un coltello che taglia la gola la sua lama gelida
la chitarra è un fascio di nervi che impreca dentro il legno scricchiola
il tarlo rosicchia sgualcisce la tela la carogna penetra
tossisce il silenzio ricorda il dolore che non si dimentica.
Bridge: Materic, materic black.
Ritornello: Tutto, tutto nasce e muore con il tempo
in un sogno porpora di un lampo
tutto e non ci sembra neanche vero
la morale rossa del mistero
è questione di sopravvivenza di saper reagire all’impotenza
è questione di sopravvivenza di resistere.
Finale: Materic black che viene dall’anima, materic black dal cuore e dall’anima
materic black la carica erotica materic black che viene dall’anima
materic black
la notte è una tegola, materic black il giorno è una tavola
materic black che viene dall’anima, materic black, la carica erotica.

Nota: Il ritornello è stato scritto insieme alla pittrice Elena Marra alla quale va il mio ringraziamento